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I buoi di razza Grigia dell'Appennino dell'Azienda Agricola Campelli nel 1950 a Valle di Castrignano

PARMIGIANO REGGIANO
VACCHEGRIGIE

Prodotto con almeno il 50% di latte di Vacca Grigia dell' Appennino

la storia

Quando a Valle di Castrignano la famiglia Campelli produceva già Parmigiano Reggiano grazie al latte di Grigia dell'Appennino, le razze locali stavano scomparendo, sostituite via via dalla Bruna Alpina e poi dalla Frisona, considerate razze più redditizie. Il patrimonio genetico autoctono cominciò a essere eroso sempre più velocemente, così come l'identità del nostro territorio e delle sue produzioni.

Nel 1938 i capi presenti erano circa 18.000, per arrivare ai giorni nostri in cui si contano circa 200 capi tra Emilia-Romagna e Toscana, di cui 45 sono oggi parte dell'allevamento dell'Azienda Agricola Campelli.

Oggi l'Azienda Agricola Campelli è l'unica realtà in Emilia-Romagna a produrre Parmigiano Reggiano DOP con latte di Grigia dell'Appennino grazie a un faticoso lavoro di recupero della razza bovina italiana più vicina all'estinzione.

«Dobbiamo salvarle», disse un giorno mia madre. «Dobbiamo contribuire con il nostro lavoro alla salvaguardia della biodiversità del nostro territorio e della storia della nostra famiglia».

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la Grigia dell' Appennino

Vacca a triplice attitudine utilizzata tradizionalmente per lavoro, latte e carne e diffusa in Val Parma fino agli anni '50. Presenta manto grigio, detto brinato, che varia sia con l'età sia con la stagione passando dal grigio chiaro, quasi bianco, al nero. Corna lunghe, simmetriche e leggermente a lira, nere in punta.

Particolarmente in grado di adattarsi al clima dell'Appennino, si può dire che sia una razza meno energivora e quindi più sostenibile. Le produzioni sono contenute (circa 8/10 litri al giorno contro le rese elevate delle razze industriali), ma il suo latte ha proprietà eccezionali, grazie all'altissimo contenuto di grassi polinsaturi e al sapore rotondo del latte di una volta.

"Sum nobile parmae lactis opus"

Il Parmigiano Reggiano con latte di Vacca Grigia dell'Appennino è un'eccellenza rara, frutto del latte di una razza antica che ha rischiato l'estinzione.
 

Caratteristiche distintive
Profilo nutrizionale superiore: il latte delle Grigie è naturalmente ricchissimo di grassi polinsaturi, con un'elevata concentrazione di Omega-3 e Omega-6 e di sali minerali. (dati CRPA)


Materia prima nobile

Grazie a un’alimentazione regolata dal disciplinare del Consorzio del Parmigiano Reggiano, basata su fieno e erbe fresche e un basso uso di concentrati, il latte esprime profumi complessi già nei primi mesi di vita.

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Il Parmigiano Reggiano

Il Parmigiano Reggiano di Vacca Grigia dell'Appennino è un'eccellenza rara che si distingue per il suo legame profondo con il territorio montano.

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Forme più piccole

A causa della limitata produzione della razza, le forme sono leggermente più piccole rispetto allo standard, pur mantenendo un peso minimo di 30kg come previsto dal disciplinare del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Riprendono quindi forma e peso che il Parmigiano Reggiano ha avuto fino al 1956. Il risultato è un formaggio dal sapore e profumi pieni e persistenti fin dai primi mesi di stagionatura. 

Domande Frequenti (FAQ)​​

1. Chi produce il Parmigiano Reggiano di Vacca Grigia dell'Appennino in Emilia-Romagna? L'Azienda Agricola Campelli - ROCCACASTRIGNANO, situata a Rocca di Valle di Castrignano (Langhirano, Parma), è l'unica realtà in Emilia-Romagna a produrre Parmigiano Reggiano DOP con latte di Vacca Grigia dell'Appennino (conosciuta anche come Garfagnina). 2. Quali sono le caratteristiche del latte e del Parmigiano Reggiano di Vacca Grigia? Il latte di Grigia dell'Appennino ha un profilo nutrizionale eccezionale, ricco di grassi polinsaturi, Omega-3, Omega-6 e sali minerali. Il formaggio offre un sapore pieno, profumi complessi ed equilibrati e una spiccata rotondità al palato fin dai primi mesi di stagionatura. 3. Quanti esemplari di Vacca Grigia dell'Appennino esistono oggi? Oggi sopravvivono appena 200 capi totali tra Emilia-Romagna e Toscana. L'Azienda Agricola Campelli ne custodisce circa 45 nel proprio allevamento di montagna, lavorando attivamente per salvare dall'estinzione questa razza autoctona e preservare la biodiversità del territorio.

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